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Biblioteca Ariostea

C’è un posto magico a Ferrara
Ogni giorno un’orchestra suona l’autunno
Ci sono tante foglie dorate danzanti
Quanti libri parlanti
C’è un luogo magico a Ferrara. La biblioteca.


Hay un sitio mágico en Ferrara
Todos los días una orquesta toca el otoño
Hay tantas hojas doradas danzantes
Cuantos libros hablantes
Hay un lugar mágico en Ferrara. La biblioteca.

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Relaziones – Relaciones

Credo sempre di più alla pioggia che agli schemi,
al conflitto che al finto accordo,
al sudore delle mani che al profumo,
al buongiorno che al broncio.
Credo che le relazioni siano il verbo del vivere.


Creo siempre más en la lluvia que en los esquemas,
en el conflicto que en un falso acuerdo,
en el sudor de las manos que en un perfume,
en los buenos días que ponerse de hocicos.
Creo que las relaciones sean el verbo de la vida.

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Profezia – Profecía

Le profezie si avverano.
Se vuoi, andrà bene.
Se vuoi, andrà male.
Andrà sempre come vuoi tu.

.-.-.

Las profecías se hacen realidad.
Si quieres, irá bien.
Si quieres, irá mal.
Irá siempre como tu quieras.

Demostenes Uscamayta Ayvar.

 

Pace – Paz

Credo che la PACE sia una marcia quotidiana.
Parola dopo parola. Azione dopo azione.

-.-.-

Creo que la PAZ es una marcha cotidiana.
Palabra tras palabra. Acción tras acción.

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

 

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Un fiore è già primavera

Tempo libero

Buongiorno #RadioConcreta oggi domenica proviamo a parlare di tempo libero.
Festivo non è sinonimo di tempo libero, estate non vuol dire felicità.
Durante la settimana le domande spesso sono, cosa facciamo nel fine settimana? E a inizio primavera, cosa facciamo d’estate? Capisco e non capisco queste domande, capisco la volontà di organizzare e concretizzare i desideri, viaggi, musei, letture, feste, riposo, visite agli amici e parenti, ma non capisco il peso specifico che si dà a questi intervalli di vita. La vita credo sia come un brano musicale, con note alte, basse e pause, impossibile scegliere solo una parte. Ho sempre pensato che OGNI GIORNO è IL GIORNO, per lavorare, nel senso di fare, per divertirsi, impegnarsi, per stare con gli altri, riposare, studiare, discutere, donare, ricevere, confrontarsi, conoscersi. Credo che lo stare bene sia un esercizio quotidiano, cosi come fa il musicista, il cuoco, l’equilibrista. Non si può delegare al sabato, alla domenica, ai festivi, alle ferie, il compito di redimerci, il tempo è tutti i giorni, il frutto del tempo dipende da come coltiviamo e curiamo il nostro tempo.
A volte si arriva alla pensione o a essere disoccupato per chiedersi: e ora cosa faccio, come vivo?
A volte solo la malattia o la morte ci fa pensare alla vita.

Non si può vivere solo nelle pause fra il produrre e non produrre. Eppure ci hanno fatto credere che il tempo libero sia una conquista, un baluardo del benessere, invece credo sia una fregatura, una vittoria dell’attuale sistema, tant’è che esiste e gode di buona salute l’industria del tempo libero e delle pause. Quando non produciamo, consumiamo. Non so cosa ne penserebbe al riguardo Seneca, lui che consigliava l’uso consapevole dell’otium.

Oggi vi propongo un brano di John Cage, il brano si chiama 4’33”.
Un modo per riflettere, capire, ascoltare e sentire tutto quello che succede in quel momento, credo che nella musica, cosi come nella vita le pause contino tanto quanto le note.

#JohnCage #433
#SegniConcreti

Impegno e leggerezza

Buonasera #RadioConcreta oggi venerdì è tempo di aperitivo di brindisi e balli…

La felicità credo sia il modo in cui il nostro cuore balla.

Mi ero appena imbucato a una festa insieme ad altri 3 amici, eravamo bagnati, con gli occhi che ci lacrimavano ancora e i vestiti che odoravano, effetto degli idranti e bombe lacrimogene della polizia. Non c’era luce in tutta Lima, la festa andava avanti con il generatore, il padre della ragazza che festeggiava i 15 anni (festa che segna il passaggio da ragazza a donna) e gli altri invitati se n’erano accorti di tutto, senza dire una parola, lui ci invito a brindare, poi ci disse che era meglio cambiarsi, e mentre ci cambiavamo con i suoi vestiti ci disse che anche lui la mattina era andato a protestare e che un suo collega era stato ferito al volto da un proiettile di gomma.

La festa di Julia detta la “Charapa” (originaria della Selva) durò tutta la notte, non abbiamo smesso di ballare ne di bere, le ragazze ballavano benissimo la Cumbia come tutte le ragazze della “Selva” (regione amazzonica) la competizione per conquistare le ragazze era ardua. Sembrava che tutti volessimo fermare quella notte per tutta la vita, poi il padre della ragazza fece il discorso principale, disse che era un medico e ci consigliava di curare l’anima e il corpo, poi aggiunse che l’impegno era importante cosi come la leggerezza. Da quel venerdì ho sempre cercato di celebrare l’impegno e la leggerezza.

Il giorno dopo (sabato 3 giugno 1989) vicino alla casa di Julia era scoppiata un’auto bomba, uccidendo 27 soldati, guardie del Palazzo presidenziale del Presidente Alan Garcia (1985-90) lo stesso presidente che ebbe a che fare nella spartizione di tangenti con Bettino Craxi, mentre in Perù l’inflazione era arrivata a 1722%.

La canzone “Viento” che ascoltate ora, è del “Grupo Celeste” uno dei primi gruppi a lanciare la cumbia peruviana nel 1974. (Cumbia. Ballo colombiano di origine africana).

Per chi vuole ascoltare un mix pronto da ballare:
Mix 1 > https://youtu.be/Ow_OjkSLZDI
Mix 2 > https://youtu.be/L3583hgirqg
#Viento#GrupoCeleste
#RadioConcreta #Peru#Viernes#venerdi#aperitivo#Fiesta#segniConcreti