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La belleza

La bellezza ti trafigge
non si ha potere sulla bellezza.
Ha una propria lingua,
bisogna cercare di frequentarla,
sentirla, osservarla e parlarla.
Forse così avremo più occasioni di incontrarla.
La bellezza non suona alla porta
è già dentro.


La belleza te atraviesa
No hay poder sobre la belleza.
Tiene su propio idioma,
tienes que tratar de asistir
escucharlo, observarlo y hablarlo.
Tal vez así tendremos más oportunidades de conocerla.
La belleza no toca la puerta
Ya está adentro.

Demostenes Uscamayta Ayvar

Un brindis

Vorrei un tramonto in piazza,
un sorriso complice,
un brindisi,
uno zaino,
rallentare il tempo,
guardare il cielo blu,
e cavalcare le nuvole bianche e grigie insieme.


Quisiera una puesta de sol en la plaza,
una sonrisa cómplice
un brindis,
una mochila,
ralentizar el tiempo,
mira el cielo azul
y cabalgar juntos las nubes blancas y grises.

Demostenes Uscamayta Ayvar

Il tempo è il ponte della vita

Il tempo è il ponte della nostra vita.
Più ne siamo consapevoli più viviamo.


El tiempo es el puente de nuestra vida.
Cuanto más nos damos cuenta, más vivimos.

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

tempoèvita

Se guardassimo di più i tramonti…

Se guardassimo di più i tramonti…
Se i buongiorno fossero più dei grugni
Se i “come stai” fossero più dei “che me ne frega”
Se andassimo più al cinema che in cucina a vedere la TV
Se ci facessimo una pasta “aglio, olio e peperoncino” alle tre di notte invece che dormire schiena schiena
Se frequentassimo di più i parchi, le piazze, le strade che i social
Se ci ubriacassimo di vino, anziché di selfie
Se coltivassimo di più il nostro basilico, invece delle nostre frustrazioni
Se ci guardassimo di più sotto la luce della luna, invece che in quella dei loghi
Se cestinassimo le cicche mentre andiamo alla manifestazione per l’ambiente
Se potessimo abbracciare le persone, invece che i nostri acquisti
Se potessimo conoscere il pozzo di San Patrizio, invece di rimanere nel nostro pozzo
Se potessimo riconoscere Clarisse McClellan in ogni persona
Se potessimo votare alle elezioni come votiamo i “Reality”
Se ci alimentassimo di bellezza… non permetteremmo leggi disumane
Se fossimo vivi dentro potremmo anche fiorire.

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

Tramonto

Fiorire – Florecer

Bisogna stare dove si può fiorire.


Debemos estar donde podamos florecer.

Demostenes Uscamayta Ayvar

Fiorire_Demostenes Uscamayta Ayvar

Arcobaleno

L’arcobaleno credo voglia indicarci il presente.
Credo voglia dirci che la verità è una linea curva e multicolore.
Credo voglia dirci che in mezzo alla pioggia c’è sempre l’occasione di vedere la meraviglia della vita.


Creo que el arco iris quiere mostrarnos el presente.
Creo que quiere decirnos que la verdad es una línea curva y multicolor.
Creo que quiere decirnos que en medio a la lluvia hay siempre la oportunidad de ver la maravilla de la vida.

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

Biblioteca Ariostea

C’è un posto magico a Ferrara
Ogni giorno un’orchestra suona l’autunno
Ci sono tante foglie dorate danzanti
Quanti libri parlanti
C’è un luogo magico a Ferrara. La biblioteca.


Hay un sitio mágico en Ferrara
Todos los días una orquesta toca el otoño
Hay tantas hojas doradas danzantes
Cuantos libros hablantes
Hay un lugar mágico en Ferrara. La biblioteca.

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

Relazioni – Relaciones

Credo sempre di più alla pioggia che agli schemi,
al conflitto che al finto accordo,
al sudore delle mani che al profumo,
al buongiorno che al broncio.
Credo che le relazioni siano il verbo del vivere.


Creo siempre más en la lluvia que en los esquemas,
en el conflicto que en un falso acuerdo,
en el sudor de las manos que en un perfume,
en los buenos días que ponerse de hocicos.
Creo que las relaciones sean el verbo de la vida.

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

Ferrara_DemostenesUscamaytaAyvar_5_©

Profezia – Profecía

Le profezie si avverano.
Se vuoi, andrà bene.
Se vuoi, andrà male.
Andrà sempre come vuoi tu.

.-.-.

Las profecías se hacen realidad.
Si quieres, irá bien.
Si quieres, irá mal.
Irá siempre como tu quieras.

Demostenes Uscamayta Ayvar.

 

Pace – Paz

Credo che la PACE sia una marcia quotidiana.
Parola dopo parola. Azione dopo azione.

-.-.-

Creo que la PAZ es una marcha cotidiana.
Palabra tras palabra. Acción tras acción.

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

 

Immagine

Un fiore è già primavera

Tempo libero

Buongiorno #RadioConcreta oggi domenica proviamo a parlare di tempo libero.
Festivo non è sinonimo di tempo libero, estate non vuol dire felicità.
Durante la settimana le domande spesso sono, cosa facciamo nel fine settimana? E a inizio primavera, cosa facciamo d’estate? Capisco e non capisco queste domande, capisco la volontà di organizzare e concretizzare i desideri, viaggi, musei, letture, feste, riposo, visite agli amici e parenti, ma non capisco il peso specifico che si dà a questi intervalli di vita. La vita credo sia come un brano musicale, con note alte, basse e pause, impossibile scegliere solo una parte. Ho sempre pensato che OGNI GIORNO è IL GIORNO, per lavorare, nel senso di fare, per divertirsi, impegnarsi, per stare con gli altri, riposare, studiare, discutere, donare, ricevere, confrontarsi, conoscersi. Credo che lo stare bene sia un esercizio quotidiano, cosi come fa il musicista, il cuoco, l’equilibrista. Non si può delegare al sabato, alla domenica, ai festivi, alle ferie, il compito di redimerci, il tempo è tutti i giorni, il frutto del tempo dipende da come coltiviamo e curiamo il nostro tempo.
A volte si arriva alla pensione o a essere disoccupato per chiedersi: e ora cosa faccio, come vivo?
A volte solo la malattia o la morte ci fa pensare alla vita.

Non si può vivere solo nelle pause fra il produrre e non produrre. Eppure ci hanno fatto credere che il tempo libero sia una conquista, un baluardo del benessere, invece credo sia una fregatura, una vittoria dell’attuale sistema, tant’è che esiste e gode di buona salute l’industria del tempo libero e delle pause. Quando non produciamo, consumiamo. Non so cosa ne penserebbe al riguardo Seneca, lui che consigliava l’uso consapevole dell’otium.

Oggi vi propongo un brano di John Cage, il brano si chiama 4’33”.
Un modo per riflettere, capire, ascoltare e sentire tutto quello che succede in quel momento, credo che nella musica, cosi come nella vita le pause contino tanto quanto le note.

#JohnCage #433
#SegniConcreti

Impegno e leggerezza

Buonasera #RadioConcreta oggi venerdì è tempo di aperitivo di brindisi e balli…

La felicità credo sia il modo in cui il nostro cuore balla.

Mi ero appena imbucato a una festa insieme ad altri 3 amici, eravamo bagnati, con gli occhi che ci lacrimavano ancora e i vestiti che odoravano, effetto degli idranti e bombe lacrimogene della polizia. Non c’era luce in tutta Lima, la festa andava avanti con il generatore, il padre della ragazza che festeggiava i 15 anni (festa che segna il passaggio da ragazza a donna) e gli altri invitati se n’erano accorti di tutto, senza dire una parola, lui ci invito a brindare, poi ci disse che era meglio cambiarsi, e mentre ci cambiavamo con i suoi vestiti ci disse che anche lui la mattina era andato a protestare e che un suo collega era stato ferito al volto da un proiettile di gomma.

La festa di Julia detta la “Charapa” (originaria della Selva) durò tutta la notte, non abbiamo smesso di ballare ne di bere, le ragazze ballavano benissimo la Cumbia come tutte le ragazze della “Selva” (regione amazzonica) la competizione per conquistare le ragazze era ardua. Sembrava che tutti volessimo fermare quella notte per tutta la vita, poi il padre della ragazza fece il discorso principale, disse che era un medico e ci consigliava di curare l’anima e il corpo, poi aggiunse che l’impegno era importante cosi come la leggerezza. Da quel venerdì ho sempre cercato di celebrare l’impegno e la leggerezza.

Il giorno dopo (sabato 3 giugno 1989) vicino alla casa di Julia era scoppiata un’auto bomba, uccidendo 27 soldati, guardie del Palazzo presidenziale del Presidente Alan Garcia (1985-90) lo stesso presidente che ebbe a che fare nella spartizione di tangenti con Bettino Craxi, mentre in Perù l’inflazione era arrivata a 1722%.

La canzone “Viento” che ascoltate ora, è del “Grupo Celeste” uno dei primi gruppi a lanciare la cumbia peruviana nel 1974. (Cumbia. Ballo colombiano di origine africana).

Per chi vuole ascoltare un mix pronto da ballare:
Mix 1 > https://youtu.be/Ow_OjkSLZDI
Mix 2 > https://youtu.be/L3583hgirqg
#Viento#GrupoCeleste
#RadioConcreta #Peru#Viernes#venerdi#aperitivo#Fiesta#segniConcreti

Yemen. Arabia Felix

Buongiorno #RadioConcreta oggi tocca il viaggio.
Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, diceva Ryszard Kapuscinski nel suo libro In viaggio con Erodoto.

Ho avuto la fortuna di viaggiare molto da quando sono partito dal mio Perù 26 anni fa, ho sempre preferito conoscere le persone prima ancora dei luoghi. Un sogno che coltivavo da quando ero bambino, era poter conoscere lo Yemen, la Eudaimon Arabia come la chiamavano i greci o Arabia Felix i romani.
Eravamo vicino a Mārib, Achmed ci avvisa che siamo nella terra originaria della famiglia Bin Laden, arrivati rimaniamo estasiati dalla quantità di gente festante e dalla bellezza della città, ero incantato sembrava che avessi masticato il “qat” la sensazione era di stare in un vortice di colori, odori, canti, preghiere e musica, mentre cerco di orientarmi sento un ritmo, una calamita che tira, un gruppo di 10 persone che ballano in cerchio con la Jambiya in mano (pugnale, accessorio d’abbigliamento maschile), non resisto, Achmed mi urla e mi dice di no, Lorena tenta di fermarmi spaventata, ma io sono già dentro imitando i passi di questi “danzatori guerrieri” e al posto della Jambiya ballo con la macchina fotografica, per un attimo si sono fermati guardandomi con severità, ma io ho continuato a ballare, ho chiuso gli occhi per dire che ero indifeso e che restavo, la paura era svanita, volavo, ero con loro, dopo qualche giro mi hanno fermato e mi hanno dato una Jambiya, finito il ballo ci siamo salutati con sguardi e abbracci loquaci. Al ritorno, Achmed ha aspettato un rettilineo per brontolarmi, mi disse che mie ero inserito in una sfida di due famiglie, chi vinceva organizzava la festa del paese, non saprò mai se ho aiutato a far vincere o far perdere, quello che so è che quando penso allo Yemen mi ritrovo sempre li ballando o fischiettando per le strade di Sana’a.

Il pezzo che condivido assomiglia molto all’atmosfera sentita, anche se sono solo due a sfidarsi…

Da sapere.
Yemen è un popolo bellissimo ora distrutto da una guerra civile fra la coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita che sostiene il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi e gli Houthi sostenuti dall’Iran. Un mese fa è entrato nel quarto anno di conflitto, sta affrontando una delle più grandi crisi umanitarie al mondo: almeno 22,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria (80% della popolazione) ed è stato registrato oltre un milione di casi di colera. Usa, Regno Unito e altri paesi tra cui Francia, Spagna e Italia continuano a fornire armi facendosi beffe del Trattato globale sul commercio delle armi (e per quanto riguarda l’Italia, della Costituzione e della legge 180 sulle esportazioni di armi).
Quello che accade altrove ci riguarda cosi come quello che accade localmente. Cerchiamo di informarci, controlliamo le fonti, parliamone con amici e parenti, può sembrare poco, ma è un inizio. Consapevole. Non dovremo delegare il nostro diritto di sapere ne i nostri valori.

#RadioConcreta #Buongiorno#BuenosDias#GoodMorning#SegniConcreti#Yemen#StopWarYemen#djD

..

L’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce

Buongiorno #RadioConcreta oggi proviamo a parlare di amicizia.
Francesco Bacone, diceva che l’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce.

Qualche anno fa ero all’ospedale Umberto I di Roma, ero rinato, dovevo ricominciare tutto daccapo, respirare, muovermi, leggere, etc. mentre la mia nuova lavagna era ancora vuota, un’amica un giorno mi porto una cassetta quelle che si registravano dalla radio e quando si inceppavano bastava una penna e a volte lo scotch. In un lato c’era Bob Marley e nell’altro Sinead O’Connor, ecco quella cassetta era diventata la colonna sonora del mio nuovo capitolo. Se penso all’amicizia, alla musica penso al salvagente che Valentina mi aveva fatto dono. Quando uscii dall’ospedale, pioveva forte, ma io sentivo e vedevo gocce danzare a ritmo di reaggae con esse i miei piedi e il mio futuro.

Con gratitudine condivido con voi un brano di quel salvagente.
Voi ne avete un brano che associate all’amicizia? Quale?

Ovunque proteggi

 Chi sceglierebbe di vivere una vita senza amici? chiedeva Aristotele 2300 anni fa.

Credo che l’amicizia sia un giardino coltivato e curato con: amore, rispetto, spontaneità, disinteresse e sobrietà, come la poesia e atmosfera di questa canzone. Ringrazio chi mi ha fatto conoscere questa nuvola.

#OvunqueProteggi #VinicioCapossela #amicizia
#RadioConcreta #SegniConcreti

Buon primo maggio 2018

Buon primo maggio
A chi lavora, a chi si sta inventando un lavoro, a chi il lavoro l’ha perso, a chi lo sta cercando, a chi ha detto NO! perché non rispettato, sottopagato, ricattato.

Invece a TE che usi il tuo potere per sfruttare, per scegliere i tuoi DIPENDENTI, ti auguro che un giorno ritrovi l’ethos e che il lavoro ti dignifichi.

Pierangelo Bertoli è sempre stato l’amico fidato con cui condividere del tempo. Ho preferito questa versione live, perché, possiamo vedere i suoi occhi, sentire i suoi silenzi e la sua poesia.

#1maggio #AMusoDuro #PierangeloBertoli
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Flor de retama – Fiore di ginestra

…Non era il mio turno, ma se Radio Concreta chiama, la riposta è: Presente! eccomi!

Respiriamo e parliamo con la nostra storia. In questi 7 giorni cercherò di condividere la musica e le emozioni che porto nel mio zaino.

Questa canzone è un omaggio agli uomini coraggiosi che sono morti lottando per una istruzione dignitosa e giusta per il proprio popolo.

Penso di aver sentito per la prima volta quando avevo 5-6 anni durante una marcia di protesta degli insegnanti durante il Governo Militare di Morales Bermudez (1975-80) lo stesso che stato condannato all’ergastolo dalla III corte penale di Roma per il “Plan Condor”.
Abbiamo camminato per quasi 120 chilometri, noi bambini urlavamo, scappavamo, cantavamo e ballavamo con i nostri genitori. Alla fine, mio padre, dirigente sindacale, è stato arrestato, portato in un carcere speciale, mentre i Sinchis (corpo speciale della polizia) lo portavano con le mani legate, e ci allontanavano fra le lacrime di mia madre e sorella, ho visto attraverso una foresta di stivali militari, mio padre tornare sgomitando e urlando per poi prendere un respiro e dirmi con calma Zen “caro figlio ricordati che cercare di essere giusti, onesti e coerenti sono valori imperdonabili, ma so che indicano il Nord”. Era stato abbandonato da colleghi e amici.

Questa è la storia della canzone “Flor de Retama” (Fiore di Ginestra).

21 e 22 giugno 1969 studenti e genitori di Huanta mobilitati nel respingere una decisione del Ministero della Pubblica Istruzione del governo militare, allora guidato da Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Voleva imporre delle tasse agli studenti che avessero voti sotto la sufficienza. La popolazione è uscita in difesa della gratuità dell’educazione e la repressione della polizia ha lasciato circa 20 morti.

Negli anni ’80 in Perù questa canzone divenne un inno di protesta, erano gli anni di Sendero Luminoso e MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

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No era mi turno, pero si Radio Concreta llama, respondo Presente! aquí estoy!

Respiramos y hablamos con nuestra historia. En estos 7 días intentaré compartir la música y las emociones que llevo en mi mochila.

Esta canción es un tributo a los valientes hombres que murieron luchando por una educación digna y justa para su gente, para su pueblo.

Creo que escuché por primera vez cuando tenía 5-6 años durante una marcha de protesta de maestros durante el gobierno militar de Morales Bermúdez (1975-80) el mismo que fue sentenciado a cadena perpetua por el III tribunal penal de Roma por el ” Plan Cóndor “.
Caminamos durante casi 120 kilómetros, los niños gritamos, escapamos, cantamos y bailamos con nuestros padres. Al final, mi padre, un líder sindical, fue detenido, llevado a una prisión especial, mientras los Sinchis (cuerpo especial de la policía) lo llevaban con las manos atadas, y nos alejaban de el entre lágrimas de mi madre y mi hermana, vi a través de un bosque de botas militares, mi padre volver, entre codos y gritos, y tomando un respiro me dijo con una calma Zen “querido hijo recuerda que intentar ser justos, honestos y coherentes son valores imperdonables, pero eso si indican el Norte”. Había sido abandonado por colegas y amigos.

Esta es la historia de la canción “flor de retama”.

Los días 21 y 22 de junio de 1969 los estudiantes y padres de Huanta se movilizaron al rechazar el cargo que el Ministerio de Educación del gobierno militar, dirigía entonces Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Quería imponer impuestos a los estudiantes que tenían votos bajo la suficiencia. La población salió en defensa de la gratuidad de la educación y la represión policial dejó unos 20 muertos.

En los años 80 en Perú esta canción se convirtió en un himno de protesta, fueron los años de Sendero Luminoso y MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

#FlorDeRetama #MartinaPortocarrero #Peru #VivaElProfesor #Adelante
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Passepartout

Sentire è la chiave per aprire quasi tutte le porte.


Sentir es la llave para abrir casi todas la puertas.

Demostenes Uscamayta Ayvar

Guardare oltre – Mirar más allá

Guardare oltre
è attraversare il buio
è vedere quello che non si vede
è sapere che inciamperai mille volte e mille volte ti rialzerai.
Guardare oltre è sentire il respiro del prossimo respiro


Mirar más allá
es atravesar la oscuridad
es ver lo que no se ve
es saber que tropezarás mil veces y mil veces te levantarás.
Mirar más allá es escuchar el respiro del próximo respiro

Demostenes Uscamayta Ayvar

Guardare oltre