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Yemen. Arabia Felix

Buongiorno #RadioConcreta oggi tocca il viaggio.
Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, diceva Ryszard Kapuscinski nel suo libro In viaggio con Erodoto.

Ho avuto la fortuna di viaggiare molto da quando sono partito dal mio Perù 26 anni fa, ho sempre preferito conoscere le persone prima ancora dei luoghi. Un sogno che coltivavo da quando ero bambino, era poter conoscere lo Yemen, la Eudaimon Arabia come la chiamavano i greci o Arabia Felix i romani.
Eravamo vicino a Mārib, Achmed ci avvisa che siamo nella terra originaria della famiglia Bin Laden, arrivati rimaniamo estasiati dalla quantità di gente festante e dalla bellezza della città, ero incantato sembrava che avessi masticato il “qat” la sensazione era di stare in un vortice di colori, odori, canti, preghiere e musica, mentre cerco di orientarmi sento un ritmo, una calamita che tira, un gruppo di 10 persone che ballano in cerchio con la Jambiya in mano (pugnale, accessorio d’abbigliamento maschile), non resisto, Achmed mi urla e mi dice di no, Lorena tenta di fermarmi spaventata, ma io sono già dentro imitando i passi di questi “danzatori guerrieri” e al posto della Jambiya ballo con la macchina fotografica, per un attimo si sono fermati guardandomi con severità, ma io ho continuato a ballare, ho chiuso gli occhi per dire che ero indifeso e che restavo, la paura era svanita, volavo, ero con loro, dopo qualche giro mi hanno fermato e mi hanno dato una Jambiya, finito il ballo ci siamo salutati con sguardi e abbracci loquaci. Al ritorno, Achmed ha aspettato un rettilineo per brontolarmi, mi disse che mie ero inserito in una sfida di due famiglie, chi vinceva organizzava la festa del paese, non saprò mai se ho aiutato a far vincere o far perdere, quello che so è che quando penso allo Yemen mi ritrovo sempre li ballando o fischiettando per le strade di Sana’a.

Il pezzo che condivido assomiglia molto all’atmosfera sentita, anche se sono solo due a sfidarsi…

Da sapere.
Yemen è un popolo bellissimo ora distrutto da una guerra civile fra la coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita che sostiene il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi e gli Houthi sostenuti dall’Iran. Un mese fa è entrato nel quarto anno di conflitto, sta affrontando una delle più grandi crisi umanitarie al mondo: almeno 22,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria (80% della popolazione) ed è stato registrato oltre un milione di casi di colera. Usa, Regno Unito e altri paesi tra cui Francia, Spagna e Italia continuano a fornire armi facendosi beffe del Trattato globale sul commercio delle armi (e per quanto riguarda l’Italia, della Costituzione e della legge 180 sulle esportazioni di armi).
Quello che accade altrove ci riguarda cosi come quello che accade localmente. Cerchiamo di informarci, controlliamo le fonti, parliamone con amici e parenti, può sembrare poco, ma è un inizio. Consapevole. Non dovremo delegare il nostro diritto di sapere ne i nostri valori.

#RadioConcreta #Buongiorno#BuenosDias#GoodMorning#SegniConcreti#Yemen#StopWarYemen#djD

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L’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce

Buongiorno #RadioConcreta oggi proviamo a parlare di amicizia.
Francesco Bacone, diceva che l’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce.

Qualche anno fa ero all’ospedale Umberto I di Roma, ero rinato, dovevo ricominciare tutto daccapo, respirare, muovermi, leggere, etc. mentre la mia nuova lavagna era ancora vuota, un’amica un giorno mi porto una cassetta quelle che si registravano dalla radio e quando si inceppavano bastava una penna e a volte lo scotch. In un lato c’era Bob Marley e nell’altro Sinead O’Connor, ecco quella cassetta era diventata la colonna sonora del mio nuovo capitolo. Se penso all’amicizia, alla musica penso al salvagente che Valentina mi aveva fatto dono. Quando uscii dall’ospedale, pioveva forte, ma io sentivo e vedevo gocce danzare a ritmo di reaggae con esse i miei piedi e il mio futuro.

Con gratitudine condivido con voi un brano di quel salvagente.
Voi ne avete un brano che associate all’amicizia? Quale?

Ovunque proteggi

 Chi sceglierebbe di vivere una vita senza amici? chiedeva Aristotele 2300 anni fa.

Credo che l’amicizia sia un giardino coltivato e curato con: amore, rispetto, spontaneità, disinteresse e sobrietà, come la poesia e atmosfera di questa canzone. Ringrazio chi mi ha fatto conoscere questa nuvola.

#OvunqueProteggi #VinicioCapossela #amicizia
#RadioConcreta #SegniConcreti

Buon primo maggio 2018

Buon primo maggio
A chi lavora, a chi si sta inventando un lavoro, a chi il lavoro l’ha perso, a chi lo sta cercando, a chi ha detto NO! perché non rispettato, sottopagato, ricattato.

Invece a TE che usi il tuo potere per sfruttare, per scegliere i tuoi DIPENDENTI, ti auguro che un giorno ritrovi l’ethos e che il lavoro ti dignifichi.

Pierangelo Bertoli è sempre stato l’amico fidato con cui condividere del tempo. Ho preferito questa versione live, perché, possiamo vedere i suoi occhi, sentire i suoi silenzi e la sua poesia.

#1maggio #AMusoDuro #PierangeloBertoli
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Flor de retama – Fiore di ginestra

…Non era il mio turno, ma se Radio Concreta chiama, la riposta è: Presente! eccomi!

Respiriamo e parliamo con la nostra storia. In questi 7 giorni cercherò di condividere la musica e le emozioni che porto nel mio zaino.

Questa canzone è un omaggio agli uomini coraggiosi che sono morti lottando per una istruzione dignitosa e giusta per il proprio popolo.

Penso di aver sentito per la prima volta quando avevo 5-6 anni durante una marcia di protesta degli insegnanti durante il Governo Militare di Morales Bermudez (1975-80) lo stesso che stato condannato all’ergastolo dalla III corte penale di Roma per il “Plan Condor”.
Abbiamo camminato per quasi 120 chilometri, noi bambini urlavamo, scappavamo, cantavamo e ballavamo con i nostri genitori. Alla fine, mio padre, dirigente sindacale, è stato arrestato, portato in un carcere speciale, mentre i Sinchis (corpo speciale della polizia) lo portavano con le mani legate, e ci allontanavano fra le lacrime di mia madre e sorella, ho visto attraverso una foresta di stivali militari, mio padre tornare sgomitando e urlando per poi prendere un respiro e dirmi con calma Zen “caro figlio ricordati che cercare di essere giusti, onesti e coerenti sono valori imperdonabili, ma so che indicano il Nord”. Era stato abbandonato da colleghi e amici.

Questa è la storia della canzone “Flor de Retama” (Fiore di Ginestra).

21 e 22 giugno 1969 studenti e genitori di Huanta mobilitati nel respingere una decisione del Ministero della Pubblica Istruzione del governo militare, allora guidato da Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Voleva imporre delle tasse agli studenti che avessero voti sotto la sufficienza. La popolazione è uscita in difesa della gratuità dell’educazione e la repressione della polizia ha lasciato circa 20 morti.

Negli anni ’80 in Perù questa canzone divenne un inno di protesta, erano gli anni di Sendero Luminoso e MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

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No era mi turno, pero si Radio Concreta llama, respondo Presente! aquí estoy!

Respiramos y hablamos con nuestra historia. En estos 7 días intentaré compartir la música y las emociones que llevo en mi mochila.

Esta canción es un tributo a los valientes hombres que murieron luchando por una educación digna y justa para su gente, para su pueblo.

Creo que escuché por primera vez cuando tenía 5-6 años durante una marcha de protesta de maestros durante el gobierno militar de Morales Bermúdez (1975-80) el mismo que fue sentenciado a cadena perpetua por el III tribunal penal de Roma por el ” Plan Cóndor “.
Caminamos durante casi 120 kilómetros, los niños gritamos, escapamos, cantamos y bailamos con nuestros padres. Al final, mi padre, un líder sindical, fue detenido, llevado a una prisión especial, mientras los Sinchis (cuerpo especial de la policía) lo llevaban con las manos atadas, y nos alejaban de el entre lágrimas de mi madre y mi hermana, vi a través de un bosque de botas militares, mi padre volver, entre codos y gritos, y tomando un respiro me dijo con una calma Zen “querido hijo recuerda que intentar ser justos, honestos y coherentes son valores imperdonables, pero eso si indican el Norte”. Había sido abandonado por colegas y amigos.

Esta es la historia de la canción “flor de retama”.

Los días 21 y 22 de junio de 1969 los estudiantes y padres de Huanta se movilizaron al rechazar el cargo que el Ministerio de Educación del gobierno militar, dirigía entonces Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Quería imponer impuestos a los estudiantes que tenían votos bajo la suficiencia. La población salió en defensa de la gratuidad de la educación y la represión policial dejó unos 20 muertos.

En los años 80 en Perú esta canción se convirtió en un himno de protesta, fueron los años de Sendero Luminoso y MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

#FlorDeRetama #MartinaPortocarrero #Peru #VivaElProfesor #Adelante
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Passepartout

Sentire è la chiave per aprire quasi tutte le porte.
Sentir es la llave para abrir casi todas la puertas.

Guardare oltre – Mirar más allá

Guardare oltre
è attraversare il buio
è vedere quello che non si vede
è sapere che inciamperai mille volte e mille volte ti rialzerai.
Guardare oltre è sentire il respiro del prossimo respiro


Mirar más allá
es atravesar la oscuridad
es ver lo que no se ve
es saber que tropezarás mil veces y mil veces te levantarás.
Mirar más allá es escuchar el respiro del próximo respiro

Demostenes Uscamayta Ayvar

Guardare oltre