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Impegno e leggerezza

Buonasera #RadioConcreta oggi venerdì è tempo di aperitivo di brindisi e balli…

La felicità credo sia il modo in cui il nostro cuore balla.

Mi ero appena imbucato a una festa insieme ad altri 3 amici, eravamo bagnati, con gli occhi che ci lacrimavano ancora e i vestiti che odoravano, effetto degli idranti e bombe lacrimogene della polizia. Non c’era luce in tutta Lima, la festa andava avanti con il generatore, il padre della ragazza che festeggiava i 15 anni (festa che segna il passaggio da ragazza a donna) e gli altri invitati se n’erano accorti di tutto, senza dire una parola, lui ci invito a brindare, poi ci disse che era meglio cambiarsi, e mentre ci cambiavamo con i suoi vestiti ci disse che anche lui la mattina era andato a protestare e che un suo collega era stato ferito al volto da un proiettile di gomma.

La festa di Julia detta la “Charapa” (originaria della Selva) durò tutta la notte, non abbiamo smesso di ballare ne di bere, le ragazze ballavano benissimo la Cumbia come tutte le ragazze della “Selva” (regione amazzonica) la competizione per conquistare le ragazze era ardua. Sembrava che tutti volessimo fermare quella notte per tutta la vita, poi il padre della ragazza fece il discorso principale, disse che era un medico e ci consigliava di curare l’anima e il corpo, poi aggiunse che l’impegno era importante cosi come la leggerezza. Da quel venerdì ho sempre cercato di celebrare l’impegno e la leggerezza.

Il giorno dopo (sabato 3 giugno 1989) vicino alla casa di Julia era scoppiata un’auto bomba, uccidendo 27 soldati, guardie del Palazzo presidenziale del Presidente Alan Garcia (1985-90) lo stesso presidente che ebbe a che fare nella spartizione di tangenti con Bettino Craxi, mentre in Perù l’inflazione era arrivata a 1722%.

La canzone “Viento” che ascoltate ora, è del “Grupo Celeste” uno dei primi gruppi a lanciare la cumbia peruviana nel 1974. (Cumbia. Ballo colombiano di origine africana).

Per chi vuole ascoltare un mix pronto da ballare:
Mix 1 > https://youtu.be/Ow_OjkSLZDI
Mix 2 > https://youtu.be/L3583hgirqg
#Viento#GrupoCeleste
#RadioConcreta #Peru#Viernes#venerdi#aperitivo#Fiesta#segniConcreti

Yemen. Arabia Felix

Buongiorno #RadioConcreta oggi tocca il viaggio.
Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, diceva Ryszard Kapuscinski nel suo libro In viaggio con Erodoto.

Ho avuto la fortuna di viaggiare molto da quando sono partito dal mio Perù 26 anni fa, ho sempre preferito conoscere le persone prima ancora dei luoghi. Un sogno che coltivavo da quando ero bambino, era poter conoscere lo Yemen, la Eudaimon Arabia come la chiamavano i greci o Arabia Felix i romani.
Eravamo vicino a Mārib, Achmed ci avvisa che siamo nella terra originaria della famiglia Bin Laden, arrivati rimaniamo estasiati dalla quantità di gente festante e dalla bellezza della città, ero incantato sembrava che avessi masticato il “qat” la sensazione era di stare in un vortice di colori, odori, canti, preghiere e musica, mentre cerco di orientarmi sento un ritmo, una calamita che tira, un gruppo di 10 persone che ballano in cerchio con la Jambiya in mano (pugnale, accessorio d’abbigliamento maschile), non resisto, Achmed mi urla e mi dice di no, Lorena tenta di fermarmi spaventata, ma io sono già dentro imitando i passi di questi “danzatori guerrieri” e al posto della Jambiya ballo con la macchina fotografica, per un attimo si sono fermati guardandomi con severità, ma io ho continuato a ballare, ho chiuso gli occhi per dire che ero indifeso e che restavo, la paura era svanita, volavo, ero con loro, dopo qualche giro mi hanno fermato e mi hanno dato una Jambiya, finito il ballo ci siamo salutati con sguardi e abbracci loquaci. Al ritorno, Achmed ha aspettato un rettilineo per brontolarmi, mi disse che mie ero inserito in una sfida di due famiglie, chi vinceva organizzava la festa del paese, non saprò mai se ho aiutato a far vincere o far perdere, quello che so è che quando penso allo Yemen mi ritrovo sempre li ballando o fischiettando per le strade di Sana’a.

Il pezzo che condivido assomiglia molto all’atmosfera sentita, anche se sono solo due a sfidarsi…

Da sapere.
Yemen è un popolo bellissimo ora distrutto da una guerra civile fra la coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita che sostiene il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi e gli Houthi sostenuti dall’Iran. Un mese fa è entrato nel quarto anno di conflitto, sta affrontando una delle più grandi crisi umanitarie al mondo: almeno 22,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria (80% della popolazione) ed è stato registrato oltre un milione di casi di colera. Usa, Regno Unito e altri paesi tra cui Francia, Spagna e Italia continuano a fornire armi facendosi beffe del Trattato globale sul commercio delle armi (e per quanto riguarda l’Italia, della Costituzione e della legge 180 sulle esportazioni di armi).
Quello che accade altrove ci riguarda cosi come quello che accade localmente. Cerchiamo di informarci, controlliamo le fonti, parliamone con amici e parenti, può sembrare poco, ma è un inizio. Consapevole. Non dovremo delegare il nostro diritto di sapere ne i nostri valori.

#RadioConcreta #Buongiorno#BuenosDias#GoodMorning#SegniConcreti#Yemen#StopWarYemen#djD

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L’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce

Buongiorno #RadioConcreta oggi proviamo a parlare di amicizia.
Francesco Bacone, diceva che l’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce.

Qualche anno fa ero all’ospedale Umberto I di Roma, ero rinato, dovevo ricominciare tutto daccapo, respirare, muovermi, leggere, etc. mentre la mia nuova lavagna era ancora vuota, un’amica un giorno mi porto una cassetta quelle che si registravano dalla radio e quando si inceppavano bastava una penna e a volte lo scotch. In un lato c’era Bob Marley e nell’altro Sinead O’Connor, ecco quella cassetta era diventata la colonna sonora del mio nuovo capitolo. Se penso all’amicizia, alla musica penso al salvagente che Valentina mi aveva fatto dono. Quando uscii dall’ospedale, pioveva forte, ma io sentivo e vedevo gocce danzare a ritmo di reaggae con esse i miei piedi e il mio futuro.

Con gratitudine condivido con voi un brano di quel salvagente.
Voi ne avete un brano che associate all’amicizia? Quale?

Ovunque proteggi

 Chi sceglierebbe di vivere una vita senza amici? chiedeva Aristotele 2300 anni fa.

Credo che l’amicizia sia un giardino coltivato e curato con: amore, rispetto, spontaneità, disinteresse e sobrietà, come la poesia e atmosfera di questa canzone. Ringrazio chi mi ha fatto conoscere questa nuvola.

#OvunqueProteggi #VinicioCapossela #amicizia
#RadioConcreta #SegniConcreti

Buon primo maggio 2018

Buon primo maggio
A chi lavora, a chi si sta inventando un lavoro, a chi il lavoro l’ha perso, a chi lo sta cercando, a chi ha detto NO! perché non rispettato, sottopagato, ricattato.

Invece a TE che usi il tuo potere per sfruttare, per scegliere i tuoi DIPENDENTI, ti auguro che un giorno ritrovi l’ethos e che il lavoro ti dignifichi.

Pierangelo Bertoli è sempre stato l’amico fidato con cui condividere del tempo. Ho preferito questa versione live, perché, possiamo vedere i suoi occhi, sentire i suoi silenzi e la sua poesia.

#1maggio #AMusoDuro #PierangeloBertoli
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Flor de retama – Fiore di ginestra

…Non era il mio turno, ma se Radio Concreta chiama, la riposta è: Presente! eccomi!

Respiriamo e parliamo con la nostra storia. In questi 7 giorni cercherò di condividere la musica e le emozioni che porto nel mio zaino.

Questa canzone è un omaggio agli uomini coraggiosi che sono morti lottando per una istruzione dignitosa e giusta per il proprio popolo.

Penso di aver sentito per la prima volta quando avevo 5-6 anni durante una marcia di protesta degli insegnanti durante il Governo Militare di Morales Bermudez (1975-80) lo stesso che stato condannato all’ergastolo dalla III corte penale di Roma per il “Plan Condor”.
Abbiamo camminato per quasi 120 chilometri, noi bambini urlavamo, scappavamo, cantavamo e ballavamo con i nostri genitori. Alla fine, mio padre, dirigente sindacale, è stato arrestato, portato in un carcere speciale, mentre i Sinchis (corpo speciale della polizia) lo portavano con le mani legate, e ci allontanavano fra le lacrime di mia madre e sorella, ho visto attraverso una foresta di stivali militari, mio padre tornare sgomitando e urlando per poi prendere un respiro e dirmi con calma Zen “caro figlio ricordati che cercare di essere giusti, onesti e coerenti sono valori imperdonabili, ma so che indicano il Nord”. Era stato abbandonato da colleghi e amici.

Questa è la storia della canzone “Flor de Retama” (Fiore di Ginestra).

21 e 22 giugno 1969 studenti e genitori di Huanta mobilitati nel respingere una decisione del Ministero della Pubblica Istruzione del governo militare, allora guidato da Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Voleva imporre delle tasse agli studenti che avessero voti sotto la sufficienza. La popolazione è uscita in difesa della gratuità dell’educazione e la repressione della polizia ha lasciato circa 20 morti.

Negli anni ’80 in Perù questa canzone divenne un inno di protesta, erano gli anni di Sendero Luminoso e MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

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No era mi turno, pero si Radio Concreta llama, respondo Presente! aquí estoy!

Respiramos y hablamos con nuestra historia. En estos 7 días intentaré compartir la música y las emociones que llevo en mi mochila.

Esta canción es un tributo a los valientes hombres que murieron luchando por una educación digna y justa para su gente, para su pueblo.

Creo que escuché por primera vez cuando tenía 5-6 años durante una marcha de protesta de maestros durante el gobierno militar de Morales Bermúdez (1975-80) el mismo que fue sentenciado a cadena perpetua por el III tribunal penal de Roma por el ” Plan Cóndor “.
Caminamos durante casi 120 kilómetros, los niños gritamos, escapamos, cantamos y bailamos con nuestros padres. Al final, mi padre, un líder sindical, fue detenido, llevado a una prisión especial, mientras los Sinchis (cuerpo especial de la policía) lo llevaban con las manos atadas, y nos alejaban de el entre lágrimas de mi madre y mi hermana, vi a través de un bosque de botas militares, mi padre volver, entre codos y gritos, y tomando un respiro me dijo con una calma Zen “querido hijo recuerda que intentar ser justos, honestos y coherentes son valores imperdonables, pero eso si indican el Norte”. Había sido abandonado por colegas y amigos.

Esta es la historia de la canción “flor de retama”.

Los días 21 y 22 de junio de 1969 los estudiantes y padres de Huanta se movilizaron al rechazar el cargo que el Ministerio de Educación del gobierno militar, dirigía entonces Juan Velasco Alvarado (1968-1975).

Quería imponer impuestos a los estudiantes que tenían votos bajo la suficiencia. La población salió en defensa de la gratuidad de la educación y la represión policial dejó unos 20 muertos.

En los años 80 en Perú esta canción se convirtió en un himno de protesta, fueron los años de Sendero Luminoso y MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru).

#FlorDeRetama #MartinaPortocarrero #Peru #VivaElProfesor #Adelante
#RadioConcreta #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning #SegniConcreti #djD

Passepartout

Sentire è la chiave per aprire quasi tutte le porte.


Sentir es la llave para abrir casi todas la puertas.

Demostenes Uscamayta Ayvar

Guardare oltre – Mirar más allá

Guardare oltre
è attraversare il buio
è vedere quello che non si vede
è sapere che inciamperai mille volte e mille volte ti rialzerai.
Guardare oltre è sentire il respiro del prossimo respiro


Mirar más allá
es atravesar la oscuridad
es ver lo que no se ve
es saber que tropezarás mil veces y mil veces te levantarás.
Mirar más allá es escuchar el respiro del próximo respiro

Demostenes Uscamayta Ayvar

Guardare oltre

Da 0

Tutto inizia da 0
poi sogni
e arriva 1.
Con amici accanto
son sicuro che arriverà anche 2 e 3…

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Todo comienza desde 0
luego sueñas
y llega 1.
Con amigos al lado
estoy seguro de que también vendrá 2 y luego 3 …

Ferrara_1_DemostenesUscamaytaAyvar

 

 

Ho un debole – Tengo una atracción

Ho un debole per chi sa chiedere scusa
Ho un debole per chi parla con i fatti
Ho un debole per chi sta scalando a mani nude
Ho un debole per chi insegna con l’esempio
Ho un debole per chi ti sorride mentre prendi un caffè

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Tengo una atracción por quien sabe pedir disculpas
Tengo una atracción por quien habla con los hechos
Tengo una atracción por quien está escalando con manos desnudas
Tengo una atracción por quien enseña con el ejemplo
Tengo una atracción por quien te sonríe mientras tomas un café

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

Lam Lam e Sesait_DemostenesUscamaytaAyvar

Me gusta

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.


Me gusta la gente que sabe escuchar el viento en su propria piel, sentir los olores de las cosas, capturar su alma. Aquellos que tienen carne en contacto con la carne del mundo. Porque ahí está la verdad, ahí está la dulzura, ahí está la sensibilidad, ahí todavía hay amor.
A. Merini.

Flavio Uscamayta y Celia Ayvar_DemostenesUscamaytaAyvar

Sentire

Sentire il battito del cuore
Sentire la tua luce e la tua ombra
Sentire parlare le farfalle
Sentire guardare il cielo le nuvole
Sentire i colori della tua anima
Sentire l’eco della tua voce
Sentire è ascoltarti

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

Sentire_Ascoltare_DemostenesUscamaytaAyvar

El mundo da vueltas

Todos tenemos un pariente o un amigo que emigró.
No seamos indiferentes al hermano venezolano.

Peru_Venezuela

#NoIndiferencia #Peru #Venezuela #Bienvenidos

Zaino di parole – Mochila de palabras

Nello zaino porto queste sei parole
sento che posso andare ovunque
sento che perfino l’utopia è più vicina
domani forse aggiungerò altre parole
ma oggi il mio cuore rosso sente di avere altri 6 fratelli:
Consapevolezza
Concretezza
Collaborazione
Creatività
Coerenza
Costanza


En la mochila llevo estas seis palabras
siento que puedo ir a cualquier lugar
siento que incluso la utopía está más cerca
mañana tal vez agregaré más palabras
pero hoy mi corazón rojo siente tener otros 6 hermanos:
Conocimiento
Concreción
Colaboración
Creatividad
Coherencia
Constancia

Demostenes Uscamayta Ayvar

Con te – contigo

La primavera la riconosci dai fiori,

il cielo dall’immensità,

l’acqua dalla trasparenza,

con te, tutto è primavera, cielo e acqua


La primavera la reconoces por las flores,

el cielo por su inmensidad,

el agua por su transparencia,

contigo, todo es primavera, cielo y agua.

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

Luna_DemostenesUscamaytaAyvar

 

Porterò – Llevaré

Nelle mie mani porterò
la tua mano morbida e sincera.

Nel mio cuore porterò
il tuo cuore rosso e combattente.

Nei miei occhi porterò
tuoi occhi trasparenti e carichi di futuro.

 


 

En mi manos llevaré
tu mano suave y sincera.

En mi corazón llevaré
tu corazón rojo y combatiente.

En mis ojos llevaré
tus ojos transparentes y repletos de futuro.

Demostenes Uscamayta Ayvar

 

Coerenza

COHERENCIA
Un vaso de agua para pocos

Peligroso, porque transparente

Voluminoso, porque fuente de luz

 

Demostenes Uscamayta Ayvar

El aeropuerto di Chinchero conviene solo a las transnacionales

El aeropuerto conviene solo a las transnacionales que se enriquecerán mas, ya sea en la construcción y luego con el monopolio de los servicios turísticos.
Daña la economía del turismo; la tipología de turistas que llegarán serán de “tocada y fuga”, habitualmente están pocos días, 5 ò 6 se hospedan en grandes hoteles y con un servicio limitado para ver solo dos o tres cosas y así coleccionar un país mas, y derrepente hablar mal, puesto que el único metro de juicio será siempre su casa, el occidente. Este tipo de turismo no ayuda a los artesanos, a los mercados, a los medios y pequeños hoteles y mucho menos a las agencias de viajes locales.
Hasta ahora un filtro para este tipo de turistas ha sido Lima y quien decidía venir al Perú, al Cusco necesariamente tenia que estar al menos 10 días.
El turista que tenemos que atraer es ese que viaje por nuestro Perú, mínimo 15-20 días, que conozca nuestras tradiciones, nuestra cultura, en este modo de regreso en su país podrá ser un promotor de nuestra cultura de nuestro Perú y al mismo tiempo habrá hecho girar la economía es mas lugares.

Daña nuestra salud, nuestro medio ambiente. Basta analizar datos para darnos cuenta que ya ahora los casos de cáncer al pulmón a las vías respiratorias han aumentado vertiginosamente y nuestro sistema sanitario no es gratuito…
Con el aeropuerto ganan solo los potentes y corruptos, Pierde nuestra salud, nuestra economía local, nuestra cultura, nuestra pachamama.

#Cusco #LoveCusco #Chinchero #NoAeropuerto #NoMasCorrupción
#Peru

chinchero

Caffè eritreo…

Un saluto a tutte le persone che celebrano il Natale Copto Ortodosso. (calendario giuliano)
Un saluto al popolo eritreo, alla sua forza, al suo coraggio e alla sua generosità.
…che sia Natale o qualsiasi giorno, che tu sia eritreo o straniero sarai sempre invitato a prenderti il bun (caffè), è una cerimonia quotidiana, un premio giornaliero, anche se a volte bisogna fare chilometri per prendere l’acqua, il bun si prende sempre, che faccia caldo o freddo, al mare o negli altopiani, che ci sia la tormenta d’acqua o di sabbia, che si festeggi una nascita di un bambino o che si pianga il parente o l’amico scomparso o chi che non c’è la fatta attraversando il deserto o il mare di Sicilia, il caffè si prende sempre… si prende tre o quattro volte, in realtà sono livelli di confidenza, (awel, kala’i, bereka e bereja) tutti attorno al fornello di carbone ci si ferma un momento, per guardarsi, per parlare e ascoltarsi, per gioire o piangere, ma soprattutto per darsi dei buoni propositi per la giornata, per l’anno corrente, per la vita…

Sembra che il caffè abbia il potere di sciogliere e di rinvigorire la dura corteccia degli eritrei, la magia di unire, di purificare, di santificare, di riconciliare, di pianificare, di elaborare il lutto, di scoprire e di sognare. Sembra che il bun tenga in piedi un bellissimo popolo, quello eritreo.

Nella foto, L, sua figlia S e il bun. Ghinda. Eritrea.
Foto: Demostenes Uscamayta Ayvar
#NataleOrtodosso #Eritrea #NoFilter #Caffè #Coffe #Cafè #Bun #7g eritrea_08_dua_0604_v2

Basta ai paradisi fiscali

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Questa immagine costituisce un contributo al “Tax Justice Blogging Day”, una giornata internazionale di sensibilizzazione sulle tematiche di giustizia fiscale coordinata in Italia da Oxfam.

#TaxJustice

Un Grazie a gli amici per la traduzione a: Federico Spadini, Sorour Slimane, Paolo Pezzati, Costanza Mattesini.