
Seremos realmente independientes
Cuando busquemos y tengamos una identidad propia
Seremos realmente independientes
Cuando cholo, serrano, paisano, chuncho, moreno, indio, negro
Sean simplemente palabras
Seremos realmente independientes
Cuando dejemos de ser discriminados porqué hablamos
el Quechua, Aymara, Asháninca, Machiguenga, Capanawa, etc. etc.
Seremos realmente independientes
Cuando terminemos de creer que el sinónimo de inteligente es ser “vivo” – farsante, delincuente, engañador, usurpador
Seremos realmente independientes
Cuando ser honestos, respetuosos del prójimo y de las leyes, sean reconocidos como un valor
Seremos realmente independientes
Cuando dejemos de aspirar de vivir en una videocracia
Cuando compraremos mas libros que televisores
Seremos realmente independientes
Cuando veamos nuestros vecinos como hermanos
Cuando usemos y practiquemos gestos de unión y no de guerra
Seremos realmente independientes
Cuando respetemos y hagamos respetar nuestro medio ambiente, nuestros Apus, nuestra Pachamama
Cuando preferiremos tener ríos cristalinos, tierras incontaminadas en vez de centros comerciales, casas prefabricadas que las transnacionales nos ofrecen
Seremos realmente independientes
Cuando nos comportaremos y viviremos con sentido critico
Cuando participaremos a la vida publica
Cuando dejemos de ser marionetas
Seremos realmente independientes
Cuando pronunciando Perù, se escuche Latinoamérica
Demostenes
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“Soy lo que sostiene mi bandera,
la espina dorsal del planeta es mi cordillera.
Soy lo que me enseño mi padre,
el que no quiere a su patria no quiere a su madre.
Soy América latina”
Latinoamérica – Calle 13
Un giorno vennero…
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht
#IoStoConLaGrecia
#YoVoyConGrecia
#AvecLesGrecs
#IstandWithGreece
“
Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.
”
(Claudio Fava, Cinque delitti imperfetti, Mondatori 1994)
Cara tuta nera
sono anch’io arrabbiato per la corruzione
per il lavoro che non c’è
per i soliti raccomandati
distruggere un fast food, non ci fa mangiare sano
distruggere una banca, non ci fa avere i soldi
distruggere una concessionaria, non ci fa avere una macchina
distruggere una agenzia di viaggi, non ci fa conoscere il mondo
Imbrattare i muri
bruciare le macchine
picchiare i poliziotti
non ci fa diventare più giusti
vedere il buio, non ci fa vedere la luce
Cara tuta nera
è passato un giorno
e il mondo è quasi come ieri
solo un po’ più imbrattato, più sporco, più rotto
Le multinazionali non temono i vetri rotti o i negozi incendiati
temono il nostro senso e consumo critico
i corrotti, i raccomandati, i mafiosi non temono le tute nere o le mazze
temono la nostra partecipazione nella vita pubblica
il nostro senso civico
la nostra capacità di pensare
di ragionare
a viso aperto
tutti i giorni
Demostenes Uscamayta Ayvar
La vita è bella,
che fortuna avere la vita,
che fortuna essere nati nella parte ricca del mondo,
possiamo sentire il profumo dei fiori,
possiamo avere del tempo per regalarci una domenica spensierata,
possiamo sentire e cantare “Bella Ciao”, anche se dimentichiamo i partigiani.
Noi non dobbiamo attraversare deserti e mari per poter pronunciare la parola futuro,
non dobbiamo sfuggire alla morte tutti i giorni,
non dobbiamo mangiare le nostre unghie e bere le nostre lacrime,
almeno fino oggi no!
Non sappiamo come sarà domani.
No, non lo sappiamo.
Possiamo solo non restare indifferenti,
forse domani qualcuno, qualcuno ci tenderà la mano.
-.-.-
La vida es bella,
que suerte de tener vida,
qué suerte haber nacido en la parte rica del mundo,
podemos oler el perfume de las flores.
Podemos tener tiempo para darnos un domingo sin preocupaciones,
Podemos escuchar y cantar “Bella Ciao”, incluso si olvidamos a los partisanos.
No debemos cruzar desiertos y mares para poder pronunciar la palabra futuro
no debemos escapar de la muerte todos los días,
no debemos que comer nuestras uñas y beber nuestras lágrimas,
Al menos hasta hoy no!
No sabemos cómo será mañana.
No, no sabemos.
Podemos solo elegir de no ser indiferentes,
Tal vez mañana alguien, alguien nos extenderá su mano.
Demostenes Uscamayta Ayvar
Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta
non c’è stanchezza nelle mani di chi fa il suo lavoro
non c’è impossibile negli occhi di chi guarda oltre
disegnare un aquilone è volare
scrivere la prima sillaba è iniziare un romanzo
fischiare è sentire l’opera
un fiore è già primavera
volere è volere
c’è sempre
l’occasione di vedere una goccia
e raccontare l’immensità del mare
tutti giorni…
Demostenes Uscamayta Ayvar
8 marzo 2015 – Giornata Internazionale della Donna
Vedi le immagini e video di Sei StraOrdinaria
visita il sito: http://www.segniconcreti.org
Aspettiamo la liberazione delle nostre sorelle…
Sostieni la campagna di Oxfam Con le donne per vi…: http://youtu.be/7_1nNUl-9HI















